Serva di Dio Laura Lo Presti
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Breve Biografia

1986

La Nascita e le Radici

Laura Lo Presti nacque a Catania il 2 febbraio 1986 alle ore 08:10 presso la clinica Gibiino, accolta con immensa gioia dai genitori e dal fratello maggiore Carmelo. Alla nascita, il cordone ombelicale le cingeva la testa come una corona. Il 27 aprile dello stesso anno ricevette il Battesimo nella parrocchia Gesù Lavoratore a Giarre con il nome di Laura Venera Sebastiana. Fin dai primi mesi di vita, la bambina mostrò uno scarso aumento di peso e frequenti conati di vomito dopo le poppate. All’età di tre mesi, a seguito di approfonditi accertamenti presso il Policlinico di Catania, le fu diagnosticata con riserva la talassemia, una patologia di tipo “maior” che l’avrebbe costretta a sottoporsi a terapie trasfusionali periodiche per tutta la sua esistenza. Di fronte allo sconforto, la famiglia si chiuse in se stessa per circa due anni, affidandosi alla preghiera costante attraverso l’intercessione della Vergine Santissima della Vena e della Regina della Pace di Medjugorje. Negli anni successivi, la casa fu allietata dalla nascita delle sorelline Eleonora ed Elisa.

L'Infanzia

I Primi Pellegrinaggi

Nonostante la malattia, Laura crebbe con un carattere eccezionalmente allegro e radioso. Dopo il trasferimento della famiglia a Fiumefreddo di Sicilia, frequentò la scuola materna “La Giostra” e la scuola primaria presso il plesso di via Principe di Piemonte (attuale Scuola Livatino), palesando spiccate capacità linguistiche innate. All’età di quattro anni, nel Natale del 1990, compì il suo primo pellegrinaggio a Medjugorje, dove ricevette la carezza e la benedizione della veggente Vicka. A sei anni si recò a Lourdes insieme alla famiglia e alla parrocchia. In quell’occasione, lasciò una letterina ai piedi della Vergine; alla domanda della madre se avesse chiesto la propria guarigione, Laura rispose di aver pregato solo per le persone in sedia a rotelle, affermando: “Mamma, io ho chiesto di fare guarire tutte le persone nella sedia a rotelle… Quelli sono veramente malati, non io!”. Ricevette la Prima Comunione e la Cresima a Fiumefreddo di Sicilia, radicando la sua profonda amicizia con Gesù. A dieci anni la famiglia si stabilì definitivamente a Mascali, e Laura proseguì gli studi a Giarre presso l’Istituto “Sacro Cuore”, conseguendo il diploma di Liceo Linguistico Europeo.

La Giovinezza

La Fede nella Prova

La quotidianità di Laura si divideva instancabilmente tra lo studio, la preghiera e l’ospedale. La croce più pesante era rappresentata dalla terapia ferrochelante con il Desferal, una macchinetta che doveva applicare ogni notte tramite un ago nell’addome per smaltire il ferro in eccesso causato dalle continue trasfusioni. Durante l’età dello sviluppo, a causa della forte debilitazione, la famiglia si rivolse alle cure polivitaminiche del Professor Di Bella a Modena; grazie a questa terapia, seguita in Sicilia dal Dottor Calogero, Laura raggiunse uno sviluppo corporeo completo e armonioso, che celava interamente i tratti somatici tipici della malattia. Un tentativo di trapianto di midollo osseo presso l’ospedale Tor Vergata di Roma fu escluso per totale mancanza di compatibilità del DNA con i suoi familiari. Fin da bambina, Laura fu dotata di straordinarie grazie mistiche: vedeva e interloquiva regolarmente con gli Angeli Custodi, con la Madonna e con Gesù. Solo dopo la sua morte si scoprì, attraverso la corrispondenza epistolare, che il sacerdote congolese Padre Gilbert Bilolo era stato il suo Padre Spirituale segreto.

Gli Anni a Vinci

L'Esperienza di Vita Autonoma

Mossa dal desiderio di rendersi autonoma e poter lavorare nel negozio di ottica di famiglia, nel novembre successivo al diploma Laura si trasferì a Vinci per frequentare l’IRSOO. Lì fu assistita per le cure trasfusionali dal Dottor Giglio all’ospedale di Empoli. Nonostante la spossatezza causata dalle terapie notturne, Laura mostrava sempre un sorriso luminoso e una ricca cultura, attirando l’affetto profondo dei compagni e dei volontari della Misericordia. Nel novembre 2004, a causa di un grave calo di emoglobina, venne ricoverata d’urgenza. Al capezzale della madre, raccontò di aver vissuto una visione nel Santuario di Vena, dove Gesù le aveva chiesto di ritornare nel proprio corpo per non dispiacere alla mamma che stava viaggiando e pregando per trovarla in vita.

Le Grandi Prove

La Milza e l'Offerta Totale

Nel novembre 2005, durante il secondo anno di studi, la milza collassò riempiendo l’addome. Durante la degenza a Empoli, Laura riferì di aver visto l’Angelo della Morte in abiti neri venire per le pazienti anziane e, dopo tre ore di incoscienza, raccontò che la Madonna le aveva tenuto la mano esortandola a non temere. Trasferita al Meyer di Firenze, l’operazione fu rimandata per la presenza di un virus. Durante una breve licenza natalizia in Sicilia, la madre le applicò impacchi di erbe medicinali; al rientro, i medici del Meyer constatarono con stupore un inspiegabile e drastico rimpicciolimento dell’organo, permettendo di rimandare la chirurgia. L’intervento di splenectomia fu eseguito infine a Roma, presso il Tor Vergata, nel giugno successivo. A Vinci, un compagno di studi di nome Carlantonio si innamorò profondamente di lei. Tuttavia, Laura scelse di interrompere la relazione a seguito di un’esperienza spirituale in cui la Vergine le propose una scelta: la guarigione fisica oppure l’accettazione della malattia per la salvezza della sua famiglia e del paese di Vena. Dopo una visione del fratello in pericolo, Laura accettò incondizionatamente la sua croce. Per il suo ventiduesimo compleanno, nel febbraio 2008, scelse come regalo un cestino di rose bianche che non appassiscono, per lasciare un ricordo perenne ai suoi cari.

Il Ritorno

Il Prodigio sul Križevac

Nel mese di agosto successivo alla splenectomia, partecipò al pellegrinaggio a Medjugorje. Nonostante la grave debolezza, volle scalare il monte Križevac. Presso la stazione in memoria di Padre Slavko Barbarić, Laura cadde a terra priva di forze. Un vescovo di passaggio recitò una preghiera in latino su di lei e, subito dopo, Laura si rialzò e si svincolò dai presenti, “volando” sulla passerella di sassi a velocità prodigiosa verso la grande croce bianca, dove fu ritrovata inginocchiata e immersa in preghiera. Da settembre 2006 a settembre 2007 visse un anno di convalescenza a casa, descritto dalla madre come una grande grazia di comunione familiare. Il Venerdì Santo del 2007, nel Santuario di Vena, compose insieme alle sorelle l’inno “Ti vogliamo consolare Maria”.

2008

Il Transito al Cielo

A causa dell’aggravarsi della salute, nel febbraio 2008 Laura dovette abbandonare definitivamente gli studi a Vinci e fare ritorno in Sicilia. Durante la Quaresima, ricevette un messaggio intimo dalla Madonna riguardante il termine della sua vita terrena. A maggio ebbe una grave crisi neurologica che si risolse miracolosamente in poche ore; confidò poi di aver visto l’Angelo della Morte vestito di bianco e di essere stata reintrodotta nel corpo da Gesù, che disse all’angelo: “Non è giunta ancora la sua ora”. A luglio, a causa di uno scompenso cardiaco dovuto al sovraccarico delle trasfusioni subite in ventidue anni, fu ricoverata al reparto intensivo del Vittorio Veneto di Catania, dove ricevette gli ultimi sacramenti da Padre Gilbert. Desiderosa di tentare un ultimo viaggio clinico a Basilea, partì a fine agosto, ma venne dimessa dal pronto soccorso svizzero senza una diagnosi. Nonostante le condizioni estreme, inviò da Basilea la sua tesi tramite il computer portatile per poter sostenere gli esami di ottica a settembre. Durante il volo di ritorno il 30 agosto, subì una gravissima crisi respiratoria e cardiaca. Ricondotta all’ospedale di Catania e constatata l’impossibilità di ulteriori cure, i medici acconsentirono a rimetterla all’affetto della sua casa. Laura spirò appena giunta a destinazione il 31 agosto 2008, all’età di 22 anni. I funerali, celebrati il 1° settembre, videro la partecipazione di una folla immensa, a testimonianza della sua fama di santità.